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Una seconda ruota del Rotary posizionata accanto a quella incisa su blocco di pietra

 

 

Il blocco di pietra di Moscona: a sinistra la ruota in acciaio  corten,  a destra quella incisa 

La pietra, oggi con due emblemi rotariani, è stata ripulita e collocata su un nuovo basamento di cemento armato

Fu il rotariano Alessandro Righetti, scomparso nel 2002, poliedrico artista romano, innamorato della Maremma, a scolpire sul blocco di pietra locale di Moscona, una  ruota dentatada sempre emblema del Rotary International. L'opera, per volontà dei rotariani, venne collocata in uno spazio verde dell'allora "Villaggio Europa" nel 1998.
Il Rotary Club di Grosseto da sempre aveva manifestato all'Amministrazione Comunale il desiderio di riqualificare il luogo in cui l'opera venne posizionata, ridotta ormai in cattivo stato dal passare del tempo. Oggi  finalmente il blocco di pietra ha ritrovato la giusta collocazione nello stesso luogo di ventitrè anni fa, accuratamente ripulito e rimesso a nuovo con l'apposizione di una seconda ruota, a integrazione di quella  incisa sulla pietra  parzialmente usurata.
Questa  seconda ruota dentata, lavorata in acciaio corten, opera del fabbro artista Marco Sora, sembra voler rafforzare con la simbologia che rappresenta, il marchio di eccellenza dei rotariani e l'ideale del servire al di sopra di ogni interesse personale, rendendo così  ancora più visibile la presenza del Rotary sul territorio grossetano. In realtà l'idea di collocare sul blocco di pietra  una seconda ruota  accanto a quella incisa, nacque con l'intento di costruire un simbolo dentato, con materiale capace di resistere al tempo. L'acciaio corten, proprio grazie alle caratteristiche meccaniche del materiale, all'alta resistenza, alla corrosione e alle particolari tonalità cromatiche, ha trovato di recente applicazione in molti campi, dalla carpenteria alla realizzazione di sculture. Così posizionate, le due ruote sulla pietra sembrano simulare un perfetto ingranaggio, capace di trasmettere un moto rotariano, proprio come quello che il rotary vuole rappresentare, caratterizzato da una forte energia che ama convertirsi in funzioni operative.


 

 Il presidente Pancrazi ( a destra) con l'artista Marco Sora