Completata l'opera dell'Anichini con la pubblicazione a stampa del secondo volume
Come preannunciato dal Presidente della Fondazione Carlo Berliri Zoppi, Luigi Mansi, entro la fine dell'anno 2014, è stata portata a termine la stampa del secondo volume relativa alla preziosa opera di trascrizione dei manoscritti settecenteschi dell'Anichini, nel biennio 1751-52.
L'appassionata e complessa opera di trascrizione dei manoscritti, è stata condotta da Maddalena Corti, Tamara Gigli e Piero Simonetti.
L'opera completa in due volumi "Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto", contenuta in un elegante cofanetto, travalica i confini locali e prettamente ecclesiali perchè restituisce memoria collettiva, cementa il senso di appartenenza e la forza delle radici, senza la quale non c'è futuro.
"La pubblicazione dei due volumi è stata possibile -riferisce Don Franco Cencioni- grazie alla generosità della Fondazione Rotariana che ha trovato nell'ambito dei propri soci, interlocutori interessati, ma anche al sostegno della Banca Mediolanum e della Banca della Maremma.
Questo secondo volume si occupa più propriamente del territorio diocesano e di tutte le parrocchie che ne fanno parte.
"A chi si è adoperato perché l'opera vedesse la luce - riferisce il Presidente della Fondazione Luigi Mansi- " resta la legittima soddisfazione di aver compiuto un servizio utile per la comunità grossetana e non solo.
Siamo convinti che quest'opera sarà strumento utile di consultazione per i numerosi giovani e noti storici locali che da anni lavorano sui documenti del passato per approfondire l'analisi e la conoscenza del territorio.
Sarà prezioso oggetto per gli appassionati che potranno consultare o custodire nelle loro biblioteche un documento di così alto valore.
Si continuerà così l'opera di questo illustre figlio adottivo della comunità grossetana che amò il suo lavoro e per esso visse nelle nostre terre in tempi veramente amari e col tempo amò anche Grosseto, le sue tradizioni, i suoi costumi.
Quest'opera porta Francesco Anichini ai nostri tempi, lo fa rivivere con noi ed insieme ci tramanda ai posteri dando continuità al processo evolutivo incessante e inarrestabile che costituisce l'essenza fondamentale della vita.
Ancora una volta la Fondazione Carlo Berliri Zoppi, ha raggiunto un obiettivo coerente con i suoi principi istitutivi, così come è stato per il passato e come auguro avverrà negli anni futuri."



